Alcuni giudizi sul volume

Emanuele Bellò, Sportrevigiano, 24 ottobre 1997
Mario Rigoni Stern, 27 ottobre 1997
DOM, Cividale, 15 novembre 1997
Fulvio Salimbeni, 25 novembre 1997
Antonio Sema, 25 novembre 1997
la Nuova Ferrara, 27 novembre 1997
Nicolò Menniti Ippolito, il mattino di Padova, ecc., 3 gennaio 1998
Giannantonio Paladini, Il Gazzettino, 17 febbraio 1998
Silvio Lanaro, 5 giugno 1998
Igor Principe, Storia in network n. 51, gennaio 2001

Emanuele Bellò

Sportrevigiano, 24 ottobre 1997

«Con il rigore storico e documentario che lo ha sempre contraddistinto, Pavan, dopo quattro anni di ricerche in archivi, biblioteche e sui luoghi di battaglia, ci fa rivivere nel minimo dettaglio quell'odissea dei popoli che fu causata dalla tremenda rotta e che finora era in buona parte rimasta ignota e rimossa dalla retorica di regime.

Particolarmente interessanti sono le interviste ai testimoni diretti degli eventi, ormai ridotti di numero, che con la drammaticità delle loro narrazioni ci fanno rivivere le sofferenze, le speranze e le traversie che accomunavano le popolazioni dietro ai vari fronti in un quadro storico che per la prima volta si presenta sgombro da nazionalismi e distorsioni, grazie anche all'opera di studiosi sloveni che hanno coadiuvato Pavan nella sua encomiabile opera che segna un punto fermo nella storiografia moderna».

 

Mario Rigoni Stern

Asiago, 27 ottobre 1997  

«Ho ricevuto il suo libro Caporetto e la ringrazio; è molto interessante».

 

DOM kulturno verski list                                                

[Cividale] 15. Novembra 1997

 Knjiga italijanskega raziskovalca in zgodovinarja C. Pavana

O padcu Kobarida

Zanimiva pricevanja italijanskega in nemskega udelezenca zgodovinske bitke

«Kobarid je presel v svetovno zgodovino kot kraj najvecjega poraza italijanske voiske v prvi svetovni vojni. Kraj sam pri tem ni utrpel velikega razdejanja in skode, vendar je iz najnovejse knjige italijanskega raziskovalca in zgodovinarja Camilla Pavana, (ki je ravnokar natisnil svojo knjigo "Caporetto" na 472 straneh, v Trevisu) razvidno, da so bile razne krajse bitke tudi v neposredni blizini Kobarida in v samen Kobaridu. Pri opisovanju le teh navaja tudi natancni cas in se nekaj pricevanj dveh udlezencev, enega iz italijanske strani, drugega iz nemske. Zato je porocilo toliko bolj verodostojno».   (Franc Rupnik, Kobarid)

[Il libro del ricercatore di storia e storico italiano C. Pavan / La caduta di Caporetto / Le interessanti testimonianze di un combattente italiano ed uno tedesco che presero parte alla storica battaglia

 Caporetto passò alla storia mondiale come il luogo in cui l'esercito italiano ebbe a subire la più grave disfatta della prima guerra mondiale. In questa circostanza il paese non soffrì gravi distruzioni o danni, tuttavia dal recentissimo libro di Camillo Pavan, ricercatore di storia e storico, (che ha or ora stampato la sua opera "Caporetto" di 472 pagine, a Treviso) risulta chiaramente che diversi scontri armati avvennero anche nelle immediate vicinanze di Caporetto e in Caporetto. L'autore ne indica nella sua descrizione anche l'ora esatta citando alcune testimonianze di due militari che vi presero parte, uno dalla parte italiana, l'altro da quella tedesca. Perciò la sua informazione è tanto più attendibile».]

Fulvio Salimbeni

Università di Trieste

Presentazione presso la Libreria Internazionale Borsatti, Trieste, 25.11.1997 

«Libri come questo si prestano a una quantità di letture diverse, una più stimolante dell'altra.

… È un merito di Pavan aver proposto una serie di nuovi e diversi materiali sapientemente collegati tra loro in modo da presentare uno spaccato di Caporetto assolutamente nuovo e inedito.

… Tra l'altro  il merito che va particolarmente sottolineato è che Pavan, che non è un accademico, non appartiene all'università, non appartiene a nessun grande istituto di ricerca, ha fatto un lavoro che istituti ampiamente finanziati, che hanno collane e riviste che si occupano espressamente di storia novecentesca finora non hanno mai fatto o, se l'hanno fatto, l'hanno fatto in misura molto limitata e riduttiva».

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Antonio Sema

Storico

Presentazione presso la Libreria Internazionale Borsatti, Trieste, 25.11.1997

«Secondo me bisogna partire da questo. Dalla serietà di un artigiano che … proprio perché artigiano, ha avuto il gusto di andare sul campo di battaglia, di girarsi intorno e di fare una scoperta che prima di lui la storiografia militare e politica italiana (fatto curioso: tanto quella di destra tanto quella, virgolette, di sinistra) non aveva mai fatto. Cioè: 1°, Caporetto si trova in territorio sloveno. 2°, questo fatto ha una serie di conseguenze che impongono una riflessione sul territorio, sulle persone che ci abitavano …

E lavorando sul posto, con il gusto di scoprire, e quindi con il piacere di comunicare, uscendo dagli schemi, Camillo Pavan ha messo insieme una serie di elementi che, secondo me, fanno di questo lavoro una sorta di enciclopedia … un'enciclopedia su Caporetto. 

Cosa significa questo? Significa che il lettore curioso può entrare dentro in questo libro da qualunque pagina, trovando prima di tutto sempre elementi nuovi e originali».

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la Nuova Ferrara

27 novembre 1997

Quadri della Grande Guerra nel racconto di 14 testimoni, uno fu maestro a Ostellato

Il fuoco di mille cannoni

Straordinario libro di Camillo Pavan, lavoro di 4 anni

 

Nicolò Menniti Ippolito

la tribuna di Treviso - il mattino di Padova - la Nuova Venezia, 3.1.1998

« … Dopo aver fatto molti mestieri, Camillo Pavan ha scelto di assecondare la sua vocazione, ed ha deciso di scrivere un libro sul Sile. E poi? Di solito finisce che il libro staziona in qualche libreria locale, in qualche magazzino per poi sparire. Pavan ha deciso altrimenti. Oltre a scriverlo e pubblicarlo ha provato anche a venderselo, da solo, con un banchetto, girando per le fiere locali da ambulante.

… In una sagra locale – racconta P. – sulle rive del Piave, a Negrisia, mi si è avvicinato un  novantenne … ed ha cominciato a parlarmi di quando c'era la guerra lì sul Piave.

… È nata così una idea quasi ciclopica, per un autore-editore minuscolo come Pavan, quella di raccontare la prima guerra mondiale con gli occhi di chi l'ha vista.

… È nato così un libro molto curioso, ricco di cartine, di fotografie, di racconti, di documenti, di inserti, con la logica quasi dell'ipertesto piuttosto che del normale libro di storia. Ed in più tutto fatto in casa, impaginato al computer da Pavan stesso, proprio direttamente dal produttore al consumatore.

Pavan sembra legare in questo modo l'antico e il nuovo. Questa sua idea di scrittore-editore-venditore da un lato richiama alla memoria una vecchia tradizione degli stampatori veneti che giravano tutta Europa vendendo i loro calendari, le loro stampe sacre; dall'altra però sembra disegnare paradossalmente uno degli scenari possibili della editoria futura, che grazie ai nuovi mezzi multimediali potrebbe finire per cancellare la mediazione della casa editrice, ormai resa inutile dalla possibilità di mettere a contatto direttamente autore e lettore».  

 

Giannantonio Paladini

Università di Venezia

Il Gazzettino, 17. 2.1998

«Gli studi sulla Grande Guerra, almeno da trent'anni in qua, hanno voltato pagina. E, tuttavia, sarà senz'altro corroborante per lo spirito di coloro che sono refrattari a qualsiasi retorica, la lettura di questo libro di Camillo Pavan.

… Un libro composito, a più strati, sapientemente montato, fatto di testimonianze e di studi degli uni e degli altri, ma soprattutto degli sloveni perché (annota senza sorpresa l'autore, ma è un dato non sempre tenuto nel debito conto) il territorio di Caporetto e dell'alto Isonzo in cui si combatté la grande battaglia era compattamente abitato da sloveni.

… Un libro pieno zeppo di cose straordinarie, quasi cinquecento pagine, di splendide fotografie, di innumerevoli passi di bollettini e di opere storiche, di diari, di articoli di giornali nemici a confronto, di notizie preziose sui musei e sugli ossari, di indicazioni per visitare i campi di battaglia».

 

Silvio Lanaro

Università di Padova

Presentazione presso la Libreria Feltrinelli, Padova, 5.6.1998

«Questo libro è davvero molto interessante, come personalmente, d'acchito, non avrei detto.

… Penso che ci siano delle cose nuove e originali nel modo in cui Pavan si accosta a un fenomeno stranoto, di altissimo valore simbolico e sul quale mi pareva difficile, francamente, poter dire qualcosa di nuovo.

… Per noi, che facciamo gli  storici di professione, lavori come questo costituiscono fasi intermedie di elaborazione di materiali di straordinaria e insostituibile importanza».

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Igor Principe

STORIA in network, n° 51, gennaio 2001

LA GRANDE GUERRA Nella disfatta dell'esercito italiano, travolto
dagli austriaci, vennero tragicamente coinvolte anche
le popolazioni civili dei territori prossimi alle zone d'operazioni


FU CAPORETTO
PER OGNI FAMIGLIA
DEL VENETO

 

...Camillo Pavan che al pari del citato collega polacco [Ryszard Kapuscinszky] ha camminato, nell'arco di quattro anni, per chilometri e chilometri nei luoghi che furono teatro di quella tragedia, ha compulsato documenti ufficiali, ha sentito la viva voce di uomini e donne che vissero quel cruciale episodio pur senza indossare l'uniforme dei fanti. Da questo lavoro è nato Caporetto. Storia, testimonianze, itinerari (...) Un testo che, oltre ad essere una miniera di informazioni e di immagini (ben 374), è fondamentale per comprendere i molteplici scenari legati a una guerra. Scenari che non si limitano ai soli campi di battaglia ma si estendono alla vita quotidiana, stravolta dalla tipica schizofrenia dei momenti bellici. Un tema spesso dimenticato dalle cronache degli inviati e dai libri degli storici, concentrati rispettivamente sul serrato incedere degli eventi e sulle cause politiche ed economiche dei conflitti. Un tema tuttavia fondamentale, che racconta una storia parallela a quella "ufficiale" ma non meno importante né meno bella.

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Ultimo aggiornamento 12/01/09