| Dopo Drio el Sil. Storia
e lavoro in riva al fiume (1985), dopo Sile: alla scoperta del
fiume (1989), ecco un terzo libro I paesi e la città in riva
al Sile; è questa la trilogia di Camillo Pavan scritta con amore
e competenza, con la passione di chi vive ed ha vissuto la vita di questo
fiume bellissimo.
Il secondo volume, opera cospicua e di grande rilievo storico, geografico,
scientifico e sociale ha delineato con grande puntualità e rigore, dalla
preistoria ad oggi, le leggende, la flora, la fauna, la ghiaia, la pesca,
il rapporto del fiume nel tempo con gli uomini e un viaggio ideale dalle
sorgenti alla città e, in senso inverso, dalla foce ancora alla città.
Ha pure toccato altri argomenti quali i barcari e la navigazione con i
burci: un lavoro insomma di grande mole, completo, che insieme al corso
d'acqua intrattiene il lettore sui villaggi e le case, i mulini e le fabbriche,
le osterie e le tradizioni, l'agricoltura e la pesca, insomma la vita
degli uomini che vivono lungo le sue rive.
Ora quest'ultimo libro, prevalentemente di immagini, completa la grande
panoramica del Sile, con un ideale viaggio dalle sorgenti alla foce attraverso
un lungometraggio di cartoline illustrate, alcune del secolo scorso, che
di paese in paese ci mostrano osterie e mulini, chiese e campanili, case
e strade come erano un tempo e come sono oggi.
Sono immagini che ci fanno rivivere altra gente, altra vita, altri costumi
e che molto spesso, per chi è in là con gli anni, ci fanno ricordare i
tempi della fanciullezza.
La collaborazione prestata al Pavan da Anselmo Lemesin e Francesco Turchetto
che hanno dedicato una vita al recupero di cartoline con soggetti di Treviso
e dei paesi che al Sile si affacciano ha consentito un'ampia carrellata
di immagini del percorso che il fiume compie da Casacorba all'Adriatico,
grazie alla loro sensibilità nello scegliere le fotografe più significative
per proporle con il gusto dei ricercatori.
E preziosa è la piccola storia della cartolina scritta da Francesco Turchetto
che consente di farci un'idea del suo mutare nel tempo secondo i gusti,
la varietà stilistica, i soggetti, con riferimento poi al collezionismo
oggi particolarmente ricercato.
Certo è che il Sile per i trevisani è tutto, è la bellezza e l'incanto
primo della città nel continuo trascorrere delle sue acque pigre e sonnolente
a specchiare le mura e i palazzi e i ponti sotto i quali scivola silente:
acque che un tempo erano percorse da burci e barche, oggi sono allietate
da anitre e cigni e d'inverno dal bianco volo dei gabbiani.
Care Silis, dilecte Silis,
Silis alme, poetas
surgentes gremio collige
coge, fove
Così il distico di Bartolomeo Burchelati che nacque proprio alla confluenza
del Cagnan col Sile nel 1548, proprio sull'acqua si può dire, accanto
ad una delle ruote di mulino che qui rombavano giorno e notte.
Il nostro grazie sentito a Camillo Pavan per averci fatto conoscere in
modo così completo questo splendido gioiello che è incastonato nel volto
stesso della città, sulla sua fronte. E un grazie ad Anselmo Lemesin e
Francesco Turchetto. La storia non è solo la ricerca, lo studio, l'interpretazione
dei fatti accaduti, il recupero di testimonianze, lo scrivere la vita
dell'uomo: la storia si scrive anche fissando le immagini che sono il
segno del tempo nel suo lento svolgersi mutando costumi e modi, attività
e lo stesso ambiente che ci circonda.
Giorgio Renucci - Sportrevigiano,
20 dicembre 1991 |