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"Le crudeltà dei civili sloveni" contro i soldati italiani all'inizio della Grande Guerra
Testimonianze
raccolte da
Camillo Pavan |
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Janez
Fon
(Ladra presso Caporetto, 1904) «Da
Breginj ci portarono a Udine con i camioni
militari. A Udine ci misero in un teatro, dove continuava ad arrivare
gente dei nostri paesi. Quando fummo abbastanza da riempire un treno ci
portarono alla stazione e ci fecero partire. Il viaggio durò una
settimana, finché arrivammo in provincia di Salerno, a Cava dei Tirreni,
e in particolare in un paesetto in alto che si chiamava Corpo di
Cava. A
Corpo di Cava, che paura che avevano quelli lì, che paura! Noi eravamo al
secondo piano; sotto di noi abitava un sarto e sua moglie era piena di
paura perché diceva che «c'erano gli austriaci, quei barbari!». Era
tutta una propaganda! Correva
voce che le nostre donne tagliassero le teste ai soldati italiani feriti
sul Monte Nero, che gli tagliassero le mani. Tutta propaganda! Una
volta mia mamma e la figlia di sua cugina erano nel negozio del paese
quando arrivò un caporale che chiese loro da dove fossero. «Siamo da
Caporetto», risposero, «da Ladra e Smast». «Uhh!», esclamò il
caporale, «lì è gente cattiva, lì hanno tagliato la testa ai nostri
feriti» 1. E le nostre donne a
dire che non era vero niente, che era tutta propaganda! Le
dirò che non solo in quegli anni a Cava dei Tirreni, ma anche molti anni
più tardi al nord, qualche soldato che aveva fatto la guerra dalle nostre
parti la pensava ancora così. Verso il 1930 io ero a lavorare alla
centrale elettrica vicino a Log pod Mangartom, sulla strada del Predil.
Con me c’erano due cementisti di Cividale, due fratelli, uno si chiamava
Francesco e l’altro Marcello. Un giorno Marcello mi domandò da dove fossi e io gli risposi: «Sono da Caporetto, da un paesetto lì vicino, Ladra». «Uhh!», mi fa, «lì… con la roncola le donne tagliavano le mani ai feriti italiani. Io lo so, perché ero lì». «Ma di che reggimento eri?», gli chiesi. «Ero del reggimento tal dei tali, che aveva un battaglione accampato di qua del ponte di Ladra e un altro battaglione di là del ponte». «Ah sì», gli feci « e non sai che quella volta i soldati erano armati fino ai denti? Secondo te avrebbero lasciato che una donna con una roncola tagliasse le mani ai loro compagni?». E gli raccontai che quando portavano giù un ferito erano in due o anche in quattro soldati che lo portavano, e poi gli facevano la guardia con la baionetta in canna 2. «E io le ho viste queste cose, e tu invece non le hai viste di persona, le hai solo sentite dire. Sei uno stupido, perché credi alla propaganda!». |
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«Da
Breginj, dopo un po', alcuni sono stati mandati in Italia, dove c'è il
Vesuvio, a Napoli. Le mie cugine sono andate laggiù e non si sono trovate
male, perché erano già grandi e andavano a lavorare. Dicevano
le mie cugine che a Napoli, prima del loro arrivo, correva voce che stesse
per arrivare della brutta gente, gente selvatica. Invece dopo, quando i
profughi erano arrivati ormai da un po' di tempo, i napoletani dicevano: "Ma
guarda come sono belli!" ». ---------- Nota 1 Cfr.
analoghe convinzioni diffuse fra i soldati tedeschi nei confronti della
popolazione del Belgio invaso (e ovviamente avvalorate dai loro comandi,
che su queste incerte basi procedettero alla fucilazione di «centinaia di
inermi»). «Il riservista Marks narra di un compagno ferito in un
combattimento d'avamposti e rimasto sul terreno. “Ripassando di là -
seguita il Marks - l'indomani mattina, trovammo il suo cadavere presso il
cancello d'un giardino: aveva ambedue gli occhi acceccati. Noi
eravamo tutti convinti che gli autori erano degli abitanti del villaggio”.
Il riservista Baldweg trovò presso Herve il cadavere di un fantaccino
“con gli occhi cavati, le orecchie, il naso e le dita tagliati e il
ventre squarciato da cui venivano fuori gl'intestini… Tali
atrocità non possono essere state commesse che da civili belgi”». Andriulli Gius. A., (...), S.i.d. [ma 1916 o 1917], Il
libro nero della guerra [Tedeschi e Austriaci contro il diritto delle
genti], Bemporad, Firenze, pp. 135-136. [Corsivo nel testo]. Sull'argomento,
fondamentale il saggio di Marc
Bloch, Réflexions
d'un historien sur les fausses nouvelles de la guerre (1921) -
Traduzione italiana in La
Guerra e le false notizie, Donzelli, Roma, 1994, p. 79 sgg.
In
particolare Marc Bloch osserva che all'origine di queste voci,
incontrollate e chiaramente false, c'è uno stato d'animo collettivo, un
terreno di coltura favorevole che permette la loro diffusione a macchia
d'olio: «Il soldato tedesco che, subito dopo l'inizio della guerra, entra
in Belgio, è stato di punto in bianco strappato ai suoi campi, alla sua
fabbrica, alla sua famiglia (…) Combattenti novizi, gli invasori sono
ossessionati da terrori tanto più forti in quanto necessariamente assai
vaghi (…) Aggiungete infine che negli animi perdura, allo stato di
ricordi inconsapevoli, una folla di vecchi motivi letterari, tutti quei
temi che l'immaginazione umana, nel fondo assai povera, ripete
incessantemente dall'alba dei tempi: storie di tradimenti, di
avvelenamenti, di mutilazioni, di donne che cavano gli occhi ai guerrieri
feriti, cantate un tempo da aedi e trovatori (…)». Il grande
storico francese elogia, al riguardo, il volume di Fernand
van Langenhove, Comment naît un
cycle de légendes. Francs-Tireurs
et atrocités en Belgique.
«È impossibile leggerlo
senza emozione; il rigore del metodo e la rara intelligenza psicologica ne
avrebbero fatto in ogni tempo un'opera di valore (…)». 2
Ricorda Svoljšak (pp. 247-249) che era questo anche un modo per
sottrarsi alla prima linea. «Così, ad esempio, [i soldati italiani]
accompagnavano a frotte i compagni al lazzaretto di Smast, senza poi far
ritorno alle postazioni di combattimento. Le autorità
militari italiane accusarono i contadini abitanti alle pendici del Monte
Nero di aver sparato sui loro soldati feriti (…)». Fu in questo
contesto di ossessiva paura dell'azione armata delle popolazioni civili
locali che si arrivò alla decimazione
di Idrsko.
---------- ©
1997 Camillo Pavan. Dal libro Grande
Guerra e popolazione civile, vol. 1 - Caporetto |
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| Ultimo
aggiornamento
12/01/09
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