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Allo
scoppio della guerra, la presenza sul mercato di apparecchi fotografici
poco ingombranti e relativamente poco costosi, indusse molti ufficiali e
graduati a portare al fronte le loro fotocamere e, malgrado numerose norme
lo vietassero, riprendere scene e momenti della straordinaria esperienza
vissuta. Scrive Lucio Fabi: «L’attività
amatoriale di tanti ignoti militari emerge con fatica, perché la maggior
parte di tali materiali non è custodita nei musei, ma sepolta negli
archivi di famiglia o peggio, dispersa sui banchi dei rigattieri. Eppure
si tratta di documenti estremamente preziosi (lastre, stereoscopie e
negativi, provini e stampe assemblate in album assieme ad altre fotografie
e documenti vari), che testimoniano la partecipazione individuale
all’evento collettivo». (La prima guerra mondiale 1915-1918, Collana
“Storia fotografica della società italiana”, Editori Riuniti, 1998,
p. 92). Proponiamo alcune immagini di uno di questi archivi fotografici con il commento di chi l’ha recentemente riportato alla luce. |
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Dal fronte dell’Isonzo La raccolta fotografica di un sottufficiale del Genio Ferrovieri di Vittorio Aprato |
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Le
foto che ho ritrovato (stampe, cm 14,5 x 9,5) erano in un grosso scatolone
assieme a moltissime altre foto appartenute a mio padre e a mia madre. Le
ho notate perché sono quasi tutte ben conservate e sorprendentemente
nitide, considerata la tecnologia fotografica dell'epoca e i cento anni
quasi trascorsi. Essendo un appassionato di fotografia e di storia (in particolare di quella della Grande Guerra), il ritrovamento mi ha ovviamente fatto un grande piacere. Ne ho parlato con mio padre e qualche spiegazione sono riuscito ad averla. Molte
foto recano sul retro un'annotazione frettolosa a matita: talvolta una
località, qualche volta una sigla di cannone (305 - 381 francese) o una
dedica. Niente di più. Alcune, per altro interessanti come immagini, sono
purtroppo solo testimonianze anonime. Tutte però raccontano una
quotidianità operosa e quasi commovente vissuta al fronte nel drammatico
1917. La zona di fronte interessata è quella tra Gorizia e l'Ermada. Non
so se a scattare sia stato mio nonno; è probabile, ma non posso esserne
certo. Meno certezze ancora ho circa l'attrezzatura fotografica: doveva
essere di ottima qualità e a me sono giunte una vecchissima Voigtlander
(con uno spettacolare obiettivo anastigmatico Voigtar
1:6,3) ed una altrettanto vecchia Kodak;
ma, sinceramente, non ho nessuna prova. Inoltre, sempre al fronte in
quell'epoca c'era un mio prozio, ufficiale di artiglieria e sicuramente in
contatto Quanto
a mio nonno, Achille Aprato, classe 1893, era sottufficiale (Capor. Magg.
o Sergente) nel Genio Ferrovieri nella 3a Armata. Portava la
fascia azzurra con stella d'oro, ossia era equiparato al grado di Sotto
Tenente, in quanto Capo Servizio ferrovieri del treno armato a San Giorgio
di Nogaro e capo stazione a Cervignano, Papariano e Pieris. Partecipò
alla costruzione e alla gestione della ferrovia a scartamento ridotto (Decauville)
che fu poi impiegata per la battaglia di Vittorio Veneto. Dopo
la Guerra, sposatosi, fece carriera nelle ferrovie e divenne capostazione
di una delle due grandi stazioni di Torino. Si dimise sotto il Fascismo e
aprì una fabbrica di lame e coltelli circolari industriali, che gli
procurò un notevole benessere e che poi cedette a mio padre. Non
mi parlò quasi mai della sua esperienza di guerra: a posteriori, mi
sembra che l'Isonzo e l'Ermada fossero per lui e per mia nonna come un tabù.
Ma mi lasciò, qualche tempo prima di morire, la sua medaglia di Cavaliere
di Vittorio Veneto e tre schegge di granata raccolte al fronte, sulle
quali aveva incollato un foglietto con su scritte la data e l'ora
dell'esplosione. Da quelle tre schegge è nata, anni dopo, la mia curiosità e il mio interesse per la Grande Guerra. |
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Le
foto che qui pubblichiamo fanno parte di una raccolta molto ampia,
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Ferrovia Decauville in una cava dell’Isonzo. |
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Gli effetti di un proiettile 305 caduto sulla stazione di Ronchi. |
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Carabinieri
accanto a un aereo austriaco caduto a San Canzian d’Isonzo, il 19 marzo 1917. |
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| Ultimo
aggiornamento
12/01/09
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