Le Alpi Giulie  

di Franco Martina e Adriano Buttolo

Qualcuno ha definito le Alpi Giulie le montagne della grande guerra. Ci sembra riduttiva e per certi versi fuorviante quest’associazione con gli eventi bellici. Certamente nel periodo che va dal 1915 al 1918, la linea del fronte sulle Alpi Giulie, fu teatro di aspre battaglie e ha rappresentato i sacrifici di un’intera generazione.

Partiamo da questo riferimento per localizzare le Giulie.

Settore montano delle Alpi; montagne del mondo, situate in un punto dove etnie diverse si sono incontrate, scontrate, fuse e tuttavia all’inizio dl terzo millennio si identificano ancora come linea di demarcazione tra la cultura latina, quella tedesca e la slava. Un fenomeno tanto insolito quanto affascinante.

Da secoli queste montagne sono state abitate da popolazioni ladine, poi in epoche successive da popolazioni di ceppo slavo ed effettivamente nel momento del crollo dell’impero austro-ungarico sono state la linea del fronte quando l’Italia andava ad aggredire la potente monarchia d’oltralpe.

E oggi le Alpi Giulie? Sono quelle montagne di una volta, solitarie e marginali non ancora del tutto inglobate nell’Unione Europea. Le Giulie orientali sono situate in territorio sloveno.

Per certi versi sono ancora integre anche se non sono mancati e non mancano tentativi di stravolgerle, di meccanizzarle, di banalizzarle.

La costruzione di una nuova strada, un collegamento funiviario, nuove strutture ricettive sono tuttora pretese vantate da parte di chi intravede nella montagna una fonte sicura di profitto, appropriandosi di un bene di tutti, risorsa unica e irripetibile che abbiamo ricevuto in prestito con l’impegno di conservare e tramandare alle prossime generazioni.

Già la prima guerra mondiale ha lasciato segni indelebili su queste montagne. Molte cime e principalmente quelle in prossimità della prima linea sono state morfologicamente alterate.

Trincee, caverne scavate nella roccia nuda ma anche cenge artificiali, sommità spianate evidenziano le contingenti ragioni militari nella conduzione di quella che è stata una guerra di posizione.

In tempi più recenti e con scopi di puro profitto si è provveduto a deturpare il paesaggio. Esempio vistoso è la conca di Sella Nevea, la “Cortina” delle Alpi Giulie! A partire dal 1970 una colata di cemento ha snaturato definitivamente la fisionomia del luogo, riducendolo alla stregua di un’anonima periferia cittadina.

Negli anni ’80 infine la costruzione dell’autostrada Alpe-Adria. Un serpentone; un corridoio di cemento armato che attraversa tutta la valle del Fella. Che siano i segni premonitori della fine dell’idillio di serenità e pace per queste montagne? Forse.

Una cosa è certa: la montagna sta diventando sempre di più un mero bene di consumo.

 

 

Tratto da Guida delle Alpi Giulie, di Franco Martina e Adriano Buttolo

© 2002 Nordpress Edizioni, Chiari (BS)

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Ultimo aggiornamento 27/02/09