|
I figli del peccato
di Camillo Pavan
|
|
Prima del Concilio
di Trento le disposizioni in materia matrimoniale non erano
particolarmente severe. Era abbastanza diffusa, ad esempio, la pratica dei
cosiddetti sponsali "de futuro":
una coppia conviveva pur non avendo celebrato il matrimonio. Contro tale
usanza si scagliò — e siamo nel 1583 — il vescovo vicentino Michele
Priuli, che ribadì la validità delle norme tridentine
«non ostante qualunque consuetudine ancora immemorabile …»1.
Anche
a Sant'Angelo il vescovo Luigi Molin, nella visita pastorale del 1597
invitò due "peccatori" ad evitare l'occasione dell'adulterio 2. In
base alle norme del Concilio divennero essenziali, oltre al consenso tra i
due contraenti, altri requisiti quali la presenza del parroco degli sposi
e di due o tre testimoni. Come
conseguenza derivò la necessità da parte dei parroci di specificare al
momento della registrazione di ogni battesimo, la "legittimità"
o meno del matrimonio e quindi del figlio. A
S. Angelo, come nei villaggi vicentini esaminati da Povolo, nel periodo
immediatamente successivo al Concilio, la "legittimità" tardò
ad essere registrata e solo nel 1584 venne segnato un battesimo che si può
con tutta sicurezza ritenere "illegittimo". «1584.
adi 26 agosto sta
battiza Vendramina fiola di D(onn)a Madalena moier r(elict)a
d(el) q(uondam) Andrea Zuchato come si dice
fiola d Tomio Bachin da Mure Compari Pa- squalini da sta. Lena» 3. Fu il nuovo parroco Marco Sabbadini a non avere più dubbi al riguardo. Dal 1599 chi non era in regola con le disposizioni conciliari era facilmente individuabile.
«a di
17 marzo 1601 Eustachio
nato di no legitimo matrimonio ma figlio di D(onn)a
Mattia Feltrina da Sa(n) Bugeo t de M(es- ser)
Orelio Bologna da Preganzolo come a rifer(i)to il sotto
scritto il quale è Bernardin Besazza, il quale è stato
compare. Fu batezato da me pre Marco Sabba- dini» Sia
chiaro: non è che il numero degli illegittimi fosse particolarmente
elevato. Furono undici durante i quarantaquattro anni del rettorato di pre
Sabbadini, pari all'1,48% dei nati. Ma il modo con cui venivano registrati
offre ugualmente illuminanti considerazioni su come veniva affrontato il
problema. Nel
caso sopra esposto si vede come, accanto al nome del figlio, sia segnato
pure quello di entrambi i genitori. In qualche maniera, cioè, la
responsabilità della nascita del bambino era equamente spartita fra il
padre e la madre. Ma
in seguito la "colpa" su scaricata sempre più sulla sola madre. «Adi 10
zugno 1610 Zuane
figlio della villa di S.to Angelo et di D.a Mattia massara
che sta in casa delle sig. Vampi qui a S.to An- gelo,
nato di adulterio fu batezato da me pre Marco Sabbadini
et comare fu d.a Lucia moglie di Andrea Vanin la
quale lo a portato a batezare et disse come o scritto
… » In
questo caso, ad esempio, il figlio è di donna Mattia, massara (serva) e
non di un singolo padre, ma di tutta la "villa di S. Angelo", di
tutto il paese. Solo
quando i figli illegittimi nascevano a casa del nobile Benzoni continuava
ad essere registrato il nome di entrambi i genitori. Il peso sociale che
la ricca e "foresta" famiglia veneziana aveva nel villaggio,
garantiva comunque una dignità a chi viveva nel suo ambito. Ma
la figura dei "concubini" era progressivamente destinata a
scomparire per essere sostituita da quella della "ragazza madre"
che, capro espiatorio, veniva segnata a dito e cacciata dal paese,
portandosi in seno il peso del peccato. «A di 7
agosto 1616 Domenicha
figlia di D.a Menega da S. Salvadore ve- niva in
questa villa per partorire questa figlia di padre incerto.
fu batezata da me pre Marco Sabbadini ret- tor …
Nacque a di ditto» Rifiutata
e cacciata dalla comunità in cui viveva, alla ragazza madre non restava
altra soluzione che abbandonare il figlio alla "pietà" del
paese, avvolto in pochi stracci, davanti alla porta della chiesa, oppure
di depositarlo direttamente sulla "ruota" dei trovatelli,
all'ospedale. -------------- Note
1
Claudio Povolo, Tre
villaggi nel contado di Vicenza,
Indagine demografica per una storia
sociale della popolazione veneta nei primi secoli dell'età moderna.
In Lisiera,
Immagini, documenti e problemi per la storia e cultura di una comunità
veneta, Vicenza, 1981, p. 1025. 2
Archivio Curia Vescovile di Treviso, Visite
pastorali antiche, b 10, cc. 4-8. 3
Questa, e le altre registrazioni di illegittimi, sono tratte dal registro
dei battezzati dell'Archivio Parrocchiale di Sant'Angelo (alle date). -------------- © 1986, dal libro Drio
el Sil. Storia,
vita e lavoro in riva al fiume a S. Angelo e Canizzano
|
|
|
|
|
|
|
Questo sito — online dal 15 giugno 2000 — è stato ideato, messo in rete e curato da Libero
Pavan |
|
| Ultimo
aggiornamento
12/01/09
|
|