Scrivere o Lavorare?

Aritmie, Tachicardie, fibrillazioni

Recensione ]

ore 22,30 del 2 sett. 82

 

Perché mi ostino a lavorare i

miei 834 mq. di terra? Cosa

mi tiene così attaccato ad essi?

Cosa mi porta lungo le siepi

vicine a casa mia (la vecchia

casa mia) a cercare more,

a pungermi e scarnificarmi le mani

per riempire pochi cestini di frutti di rovo?

La terra mi dà sicurezza,

raccogliere i suoi frutti mi riempie

di soddisfazione, di calma; mi sento

bravo. Dal 16 agosto ad oggi ho

guadagnato 80 mila lire circa, soprattutto

di more… Sono bravo, eh! Ma ne

vale la pena?

Dovevo girare il mondo, fare il giornalista

(famoso), essere “diverso” dagli altri… (fin da

piccolo = in seminario dai preti) … ora invece

sono qui, a raccogliere more, a

levar erba ai radicchi, a cercare di far

produrre le rovi.

 

Questa non è un’autobiografia…

Non si tratta di memorie abbellite e corrette a distanza di tempo, ma della riproposizione pari pari, filologica, di fogli di diario scritti in anni decisivi della mia vita

L’intenzione originale era di affiancare le recensioni dei miei primi libri, che volevo inserire nel sito internet, con brani tratti dal diario. Un po’ alla volta, specie in seguito alla ri-lettura della recensione di Livio Vanzetto (Venetica, 6/1986), dove ampio spazio è dedicato alla figura e al ruolo dell’intellettuale di paese nonché a una dura critica di Drio el Sil, mi è venuto spontaneo rintracciare, ordinare cronologicamente e trascrivere gli appunti che, a intervalli più o meno regolari, avevo scritto sui supporti più diversi (fogli, foglietti, carte varie riciclate) dal 1982 a tutto il 1986. Cioè dall’anno in cui, superata la fatidica soglia dei 35 anni, compaiono i primi accenni al mio interesse per la storia, all’anno della stampa definitiva di Drio el Sil. 

Il diario non è stato tuttavia pubblicato integralmente, ma solo in quella parte che, secondo il mio giudizio di oggi, meglio rende il clima che vivevo allora, con le non facili decisioni da prendere soprattutto quando ebbi l’insperata e impagabile fortuna di diventare un “baby pensionato”.

Le principali correzioni riguardano la punteggiatura. Ho eliminato quasi tutti i puntini di sospensione che, trattandosi di appunti buttati giù di getto, utilizzavo come pausa di riflessione e li ho sostituiti con la punteggiatura di volta in volta ritenuta più opportuna. Con tre puntini tra parentesi tonde ho indicato l’eliminazione di una parola, frase o periodo, in parte o per intero. Ho anche uniformato graficamente l’indicazione di data, ora e luogo in cui gli appunti sono stati scritti, nonché l’inizio e la fine delle frasi: maiuscolo iniziale e punto finale.

Mai sono intervenuto sul testo. Né sul suo significato complessivo, né sulle singole parole, neppure di fronte a raccapriccianti errori di ortografia o grammatica. Se proprio non se ne poteva fare a meno mi sono limitato a sviluppare, tra parentesi quadre, qualche termine o qualche periodo altrimenti incomprensibili.

Del presente diario:

·         Ho iniziato la trascrizione il giorno successivo il Natale del 2004 e l’ho conclusa il giorno precedente la Pasqua del 2005.

·         Il 7 aprile 2005 — con la stampante personale Epson Stylus Color 740 a getto d’inchiostro — ho stampato tre esemplari. Uno per il mio archivio, uno per l’Archivio Diaristico Nazionale di Pieve Santo Stefano (AR), dove verranno depositati anche i fogli manoscritti originali, e uno per la Biblioteca Comunale di Treviso.

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Ultimo aggiornamento 12/01/09